Camino de Santiago

Gianni Ferracuti: IACOBUS, Storie e leggende del Camino de Santiago (seconda edizione riveduta)

Camino de Santiago è il nome di un pellegrinaggio che, nella sua forma più classica, parte da Roncisvalle, nei Pirenei, e arriva alla basilica dedicata all’apostolo Giacomo (sanctus Iacobus, Santiago) nella città di Santiago de Compostela, nella parte occidentale della Galizia spagnola: un cammino di oltre 800 km, nella maggior parte dei casi svolto a piedi, seguendo un percorso fissato nel medioevo, e normalmente prolungato – oltre la città – fino al Cabo Finisterre (o Fisterre, in gagliego), tradizionalmente considerato l’ultimo lembo occidentale d’Europa.

Si tratta di una devozione molto antica: nel medioevo la città di Santiago fu una delle tre principali mete del pellegrinaggio cristiano, insieme a Roma e Gerusalemme. Il suo enorme valore religioso perdura anche oggi: centinaia di migliaia di pellegrini ogni anno si recano presso la tomba del santo.

Anche l’importanza storica è ineguagliabile: il Camino fu la principale via di comunicazione culturale ed economica tra la Spagna e il resto d’Europa nell’epoca della presenza musulmana nella Penisola Iberica. Lungo il suo percorso sono avvenuti eventi importanti: la diffusione dell’architettura romanica e poi gotica, l’introduzione della riforma di Cluny, la costruzione di una rete di ospitalità e assistenza che, con la naturale evoluzione, arriva fino ai giorni nostri.

La figura dell’apostolo Giacomo ha assunto nel tempo contorni mitici, diventando per una parte della Spagna simbolo di unità e di riscatto, anche in questo caso con una singolare continuità storica, che va dal «Santiago matamoros» (ammazza mori) della lotta contro i musulmani, al «Santiago mataindios» della conquista americana, fino al «Santiago matarojos» (ammazza rossi) della guerra civile spagnola del secolo scorso.

Come avviene per la maggior parte dei culti antichi legati ai santi o ai santuari, anche per l’origine del culto di san Giacomo in Spagna si sa poco o niente: ciò che la tradizione trasmette è un complesso di leggende, di elaborazione tardiva rispetto ai fatti; a volte esse sono costruite a tavolino, utilizzando temi agiografici tratti da altri complessi leggendari.

La verità o falsità di queste tradizioni non ha alcuna incidenza sul valore religioso della devozione: la dottrina cattolica chiarisce che il valore di un atto, ad esempio un pellegrinaggio, sta nella devozione del pellegrino e non nell’autenticità o meno delle ossa sepolte nella tomba che va a visitare. Anzi, l’importanza che il Camino ha assunto nella sua storia è tale che risulta del tutto insignificante la questione se il corpo dell’apostolo Giacomo sia o non sia sepolto davvero a Compostela.

La verità storica e la ricerca scientifica non si oppongono alle leggende, ma ne riconoscono l’eterogeneità: la leggenda ha un suo significato e un suo compito, che non consistono affatto nel trasmettere la verità storica di fatti avvenuti. Si oppone alla leggenda chi si impegna a trasformarla in storia, chi vuole che siano realmente avvenuti i fatti che vi si narrano e, in tal modo, la rende una superstizione.

Il volume, nel rigoroso rispetto delle fonti, si occupa dell’origine e della formazione della leggenda giacobea, del suo sviluppo e dei più importanti temi culturali ad essa relazionati ed è unìesposizione chiara, ma rigorosamente scientifica di tutti i temi legati al Camino de Santiago.

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