Pier Francesco Zarcone: Il Messico indio dopo l’indipendenza
Pier Francesco Zarcone
Il Messico indio dopo l’indipendenza
IO SONO INDIO/Perché così mi nominarono gli uomini bianchi quando arrivarono a questa nuova terra./Per errore degli uomini bianchi quando arrivarono alla terra che era governata dai miei antenati./Perché così mi indicarono gli uomini bianchi per potermi schiacciare e discriminare./Perché così ci chiamarono gli uomini bianchi a tutti noi uomini di questo continente./E ora mi inorgoglisce questa parola con cui si burlarono di me gli uomini bianchi./E ora non mi causa pena che mi chiamino così, perché so dell’errore storico dei bianchi./E ora so di avere le mie radici e il mio pensiero./E ora so di avere un mio volto, un mio sguardo e un mio pensiero./E ora so di essere veramente messicano poiché parlo l’idioma messicano, la lingua dei miei antenati./E ora si rallegra il mio cuore perché viene un gorno nuovo, un’alba nuova./E ora sento che presto cesserà questa tristezza, che un’altra volta potrà ridere il mio cuore ed essere più forte./E ora posso contemplare la bellezza della danza, e ascoltare la musica e il canto./E ora posso vedere e sentire di nuovo gli anziani. /E ora torno a mettere le radici nella terra, nella nostra madre terra./Io sono indio. (Anonimo)


