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Stefano Wulf: Dino Campana
Stefano Wulf: Dino Campana Estratto da Studi Interculturali, n. 1-2 del 2016 Dino Campana nacque a Marradi (Firenze) il 20 agosto del 1885, visse una giovinezza travagliata, in paese veniva chiamato “il mat”. Interruppe gli studi di chimica all’università di Bologna e dopo un ricovero al manicomio di Imola iniziò una serie di vagabondaggi in Svizzera e Francia. Nel 1908 lavorò in Argentina come bracciante, nel suo peregrinare passò per Odessa, Anversa, Bruxelles, Parigi. Nel 1909 venne di nuovo ricoverato in una clinica di Firenze. Riprese, due anni dopo, senza fortuna, gli studi universitari. Nell’autunno 1913 consegnò a Soffici e Papini il quadernetto dei suoi Canti orfici. Soffici smarrì il manoscritto…
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Carolina Sol Buffoni: Enacting the Italian test for foreigners: language imposition as a political act
Carolina Sol Buffoni: Enacting the Italian test for foreigners: language imposition as a political act Estratto da Studi Interculturali n. 2 del 2015 The following article is based on a paper that I wrote in June 2011 when I was attending a trimester at Venice International University (VIU). Professor Luciana Fellin from Duke University was giving a really involving course called «Identity, language and communicative practices in contemporary Italy», and she invited us to submit a final paper about a contemporary issue connected with her lessons. At the time I was volunteering in an Italian school for foreign people («Fuoriclasse» – Scuola d’Italiano per il mondo) that offers free lessons to…
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Sabina Borsoi: Tina ha muerto: Tina Modotti dall’etica dell’arte alla politica della lotta
Sabina Borsoi: Tina ha muerto: Tina Modotti dall’etica dell’arte alla politica della lotta Estratto da Studi Interculturali n. 1 del 2015 La nuova Terra, il Messico, la nuova rosa, l’arte della fotografia: Tina Modotti arriva in Messico nell’estate del 1923 assieme al compagno e maestro Edward Weston e il figlio di quest’ultimo, Chandler, con l’intenzione di iniziare una nuova vita dopo la morte del padre Giuseppe e del marito Robo. È felice in Messico: la luce, i colori caldi, i quartieri popolari e vivi la fanno sentire a casa. Scrive «Weston en su diario el 6 de octubre de 1923» che lei «no pudo callar lo que sentía: “Esto me recuerda…
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Cristina Benussi: Ebraismo e scrittura femminile
Cristina Benussi: Ebraismo e scrittura femminile Estratto da Studi Interculturali n. 3 del 2016 Giorgio Voghera disegna con mano sicura le due figure, una femminile e l’altra maschile. Si vede che il confronto con i caratteri della sua tradizione lo intrigava, se poi approfondisce l’argomento in diverse occasioni e in diverse prospettive. Ad esempio, nel suo lungo saggio Presenza e spirito ebraici nella letteratura triestina riconosce nei personaggi degli scrittori della sua città, Trieste, l’incarnazione di uno spiritualità malinconica e dolente, nonché i segni evidenti dell’incertezza psicologica e storica per un futuro aperto a sfide personali e collettive, se i pogrom sono realtà tutt’altro che scomparse. Di qui il ricordo…
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Amelina Correa Ramón: La poesia «Elegía»: Una reinterpretazione lorchiana degli archetipi femminili di fine secolo
Amelina Correa Ramón: La poesia «Elegía»: Una reinterpretazione lorchiana degli archetipi femminili di fine secolo Estratto da Studi Interculturali n. 3 del 2016 Descritti dallo stesso Lorca come «ardore giovanile e tortura», i suoi primi testi letterari rappresentano, infatti, «una sorta di diario intimo dello stato d’animo del poeta in quegli anni. Diario i cui due temi principali, intimamente collegati, sono una crescente ribellione del poeta contro l’ortodossia cattolica in cui è stato educato, e una lacerante angoscia erotica, come chiarirà Ian Gibson a seguito dell’analisi minuziosa delle juvenilia lorchiane e dei suoi primi testi pubblicati. Entrambi i temi si ritrovano riflessi nella poesia «Elegía», di cui ora ci occupiamo,…
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Pier Francesco Zarcone: La «questione» palestinese
Pier Francesco Zarcone: La «questione» palestinese Estratto da Studi Interculturali n. 3 del 2014 «Questione palestinese» è il nome ormai correntemente dato a una delle maggiori e infinite tragedie collettive dell’età contemporanea. Inutile cercarvi i «buoni» e i «cattivi», convertendosi spesso gli uni negli altri, e viceversa; più facile, invece, trovarvi le ingiustizie e le loro vittime, oltre tutto mistificate dalla propaganda partigiana e manichea di matrice sionista, recepita dai grandi media come politicamente corretta e veritiera. Vittime dotate di solide ragioni, ma ancora con la dimostrazione che aver ragione senza avere la forza (compresa quella finanziaria) non serve a nulla. Vale la pena specificare la differenza fra essere vittime ed…
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Raffaele Federici: Sociologia dello straniero: Robert Michels
Raffaele Federici: Metus Xenos, un mondo in movimento Robert Michels: Materiali per una sociologia dello straniero Estratto da Studi Interculturali n. 3 del 2014 Il saggio La Sociologia dello straniero fu pubblicato in tedesco nel 1925 nel periodo in cui l’Autore fu a Basilea e fino ad oggi è stato inedito in italiano. È una complessa e articolata riflessione sulla idea di straniero, inteso come la persona che non ha la cittadinanza del paese in cui abita. Il tema proposto dal Nostro più volte nel saggio si sviluppa nel rapporto fra «patria» e «straniero» nel tentativo di una sociologia che chiama «comprensiva» in cui lo straniero è colui che è «esterno»…
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Irma Hibert: Modernidad e identidad en “Sobre héroes y tumbas” de Ernesto Sábato
Irma Hibert: Modernidad e identidad en “Sobre héroes y tumbas” de Ernesto Sábato Estratto da Studi Interculturali, n. 2 del 2013 Sobre héroes y tumbas es la segunda novela escrita por Ernesto Sábato, en 1961. Hoy se la considera la obra más importante de toda su producción literaria, ya que es la síntesis más clara y evidente de su pensamiento filosófico y de su actitud ante la vida. Con este libro el autor consiguió una atención de la crítica y de lectores de todo el mundo. Puede decirse que Sábato, en Sobre héroes y tumbas, alcanzó una escritura universal y siempre actual. El libro ofrece una nueva perspectiva desde la cual…
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Ivan Bujukliev: Dora Gabé
Ivan Bujukliev: Dora Gabé Estratto da Studi Interculturali n. 3 del 2014 Negli anni Ottanta del XIX secolo Ekaterina Samoilova e Peter Gabé si trasferiscono dalla Russia in Bulgaria, a Dobrudza. In questo ambiente, vicino al Mar Nero, nelle più ricche fattorie della Bulgaria, Dora Gabé nasce e trascorre anche la sua infanzia e i primi anni della sua giovinezza. Studia nel ginnasio nella città di Sumen dove si recitava spesso l’Epopea na Zbravenite (Epopea dei dimenticati) e lì nasce il suo amore per le opere e le personalità dell’autore classico della letteratura bulgara Ivan Vazov, che lì rimane per tutta la vita. Studia all’università di Ginevra in Svizzera. Tornando in…
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Rosanna Sirignano: Popular wisdom and marriage customs in a Palestinian village
Rosanna Sirignano: Popular wisdom and marriage customs in a Palestinian village: Proverbs and sayings in Hilma Granqvist ́s work Estratto da Studi Interculturali n. 2 del 2014 I am fully convinced that if we tried to look at reality with the eyes of the humble and uneducated then we would better understand our world. What is referred to as popular wisdom – proverbs, expressions, accounts, legends – provides us with invaluable teachings, advice and food for thought. In this article I present an aspect of social life in Artas, a little village in the Palestinian West Bank, through an exploration of a key aspect of the local folk cultural heritage: proverbs…
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Pier Francesco Zarcone: Mondo islamico, laicità e secolarizzazione
Pier Francesco Zarcone: Mondo islamico, laicità e secolarizzazione Estratto da Studi Interculturali n. 1 del 2014. Il nostro argomento, sicuramente attuale, va affrontato ben al di là degli imperversanti luoghi comuni che proiettano erronee generalizzazioni sia sull’Islām sia su laicità e secolarizzazione. In Occidente per la stragrande maggioranza delle persone l’Islām è un emerito sconosciuto ma contemporaneamente è oggetto di «giudizi» indotti da come lo presentano le semplificazioni giornalistiche dei mass-media. Una delle conseguenze è che l’insieme del mondo islamico appare del tutto alieno e ostico, come un mondo che non dialoga veramente, che non relativizza, permeato da un’intensa religiosità, per giunta in espansione oltre le proprie frontiere storiche e…
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Marina Niro: Uno sguardo sul dialogo ebraico-cristiano: la figura di Gesù
Marina Niro: Uno sguardo sul dialogo ebraico-cristiano: la figura di Gesù Estratto da Studi Interculturali n. 1 del 2013 «Fa o Signore, che io non divenga fumo! Fumo che si dissolve! Fumo in questo paese straniero(…)». Una preghiera, una semplice preghiera, biascicata verso l’alto, da una deportata ad Auschwitz, una delle tante preghiere, delle migliaia di implorazioni nate in una situazione assurda, in cui milioni di persone vennero condannate per la fede in cui credevano o solo perché in quella fede ci erano nati, loro o i loro padri o i padri dei loro padri. Questo è il punto di partenza che portò quasi ad un “esame di coscienza”, se è…
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Giovanna Manzato: La giovane Europa: politiche giovanili e viaggi interculturali tra vecchi confini e nuovi cittadini
Giovanna Manzato: La giovane Europa: politiche giovanili e viaggi interculturali tra vecchi confini e nuovi cittadini Estratto da Studi Interculturali n. 2 del 2014. Giugno 1914: a Sarajevo un giovane studente serbo spara all’erede al trono dell’Impero d’Austria-Ungheria e questo fatto diventa la scintilla che fa scoppiare la Prima Guerra Mondiale; finisce l’Europa come l’avevano conosciuta fino ad allora. Giugno 2014: mentre si moltiplicano gli eventi commemorativi per il centenario della Prima Guerra mondiale, scrivo di un gruppo di studenti italiani, serbi, croati, bosniaci, sloveni e albanesi che proprio a Sarajevo si sono interrogati sul futuro dei giovani nei loro rispettivi Paesi e nell’Unione Europea. In mezzo, cento anni di storia…
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Mario Faraone: «¿Por qué seguimos leyendo (y escribiendo) novelas?»
Mario Faraone: «¿Por qué seguimos leyendo (y escribiendo) novelas?»: la contemporaneità interculturale di Arturo Pérez-Reverte, Javier Marías ed Eduardo Mendoza Estratto da Studi Interculturali, n. 3 del 2013. Nel 1963, il poeta Stephen Spender pubblica The Struggle of the Modern, titolo tradotto argutamente in italiano come Moderni o contemporanei?, una serie di riflessioni personali sui valori della letteratura e dell’arte del XX secolo, frutto in buona misura (anche se non completamente) di una serie di conferenze tenute da Spender nel 1959 alla University of California at Berkeley. Nel definire delle coppie oppositive come moderni e contemporanei, che definisce anche recognizers e non-recognizers, lo scrittore afferma che «The contemporaries […] see the…
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Raffaele Federici: Tecnica e cultura fra modernità e identità. L’uno e i molti fragili
Raffaele Federici: Tecnica e cultura fra modernità e identità. L’uno e i molti fragili Estratto da Studi Interculturali n. 3 del 2013 Il XX secolo, per i progressi raggiunti sul piano della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, per la sua tendenza ad unire le periferie del globo con i centri del sistema-mondo e renderli nodi di una unica rete totale, ha visto prodursi un articolato corpus di visuali, punti di osservazione e paradigmi che hanno dato forma e contenuto a svariate ipotesi di periodizzazione e di interpretazione del secolo stesso. Quello che si ravvisa è, con altre parole, la «molteplicità» come uno dei tratti caratteristici della modernità. Fu Simmel che rilevò…

































