Gianni Ferracuti: José Ortega y Gasset: esperienza religiosa e crisi della modernità

Gianni Ferracuti: José Ortega y Gasset: esperienza religiosa e crisi della modernità, Meriterránea 15 / 2013

  • Introduzione: Ortega nella circostanza europea.
  • Gli esordi: 1. Amore intellettuale. 2. Dalla circostanza al mondo. 3. Nuova teoria del concetto. 4. Intorno alle “Meditaciones”.
  • Verità e storia: 5. Alla scoperta del tema della vita. 6. Razionalismo e relativismo. 7. La prospettiva come carattere ontologico. 8. Vita e razionalismo.
  • La vita come realtà radicale: 9. La realtà radicale. 10. il metodo teorico. 11. Il dubbio sistematico. 12. La svolta.
  • L’uomo, animale innaturale: 13. La struttura della persona. 14. Meditazione e creatività. 15. La libertà inevitabile.
  • Vocazione e esperienza del sacro: 16. Il fare metafisico. 17. Metafisica della vocazione.
  • Tradizione, storia, ragione storica: 18. Vocazione e metafisica della storia. 19. Scienza e realtà storiche. 20. La struttura teandrica della storia. 21. Idee e credenze.
  • Persone e società: 22. Società personalista e comunitaria. 23. La nuova idea dell’aristocrazia. 24. Omogeneizzazione delle culture e perdita di identità. 25. La ribellione delle masse. 26. I fatti sociali.
  • Il paradigma della storia: 27. Roma come paradigma. 28. Un’interpretazione della storia universale. 29 Rex e imperator. 30. Legittimità e illegittimità. 31. La modernità romana. 32. Oltre la modernità. 33. Il diritto.
  • Il libro che Ortega non ha scritto: 34. La sapienza arcaica. 35. Dioniso. 36. L’origine della filosofia. 37. Essere e realtà
  • L’illusione logica: 38. La verità, un concetto ambiguo. 39. La ragione come fantasia. 40. Il dito che indica la luna…
  • Uno schema della crisi: 41. La crisi del mondo mediterraneo. 42. L’uomo solo con Dio. 43. La svolta moderna.
  • L’assente: 44. L’essere insufficiente. 45. La fenomenologia. 46. L’assente.
  • Bibliografia

La vita umana è la radice della conoscenza: nulla potrei affermare o negare, credere o non credere, se previamente non vivessi; ma questo vivere condiziona ciò che vedo e il modo in cui lo vedo o studio, ecc. E si tratta di condizionamenti spaziali, culturali, temporali, caratteriali… La vita umana non è radicale perché è il fondamento di alcune teorie, ma piuttosto, essendo di per sé radicale e previa al teorizzare, smentisce le teorie con cui non riusciamo a spiegarla e, restando misteriosa, ci costringe a tentare altre spiegazioni. Non è radicale perché fonda teorie, ma fonda teorie perché è radicale. Dunque, parlare della vita umana come realtà radicale non significa assegnare a un elemento del reale – la vita – un luogo gerarchico superiore, come se fosse l’unico reale di contro ad altri meno reali; piuttosto l’idea della realtà radicale equivale a un modo diverso di vedere tutte le realtà.

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